18 luglio 2012
"Ancora una volta la seduta su EXPO si trasforma nell'ennesima disperata campagna elettorale di un Formigoni sempre più accerchiato dagli eventi e dagli alleati." Giulio Cavalli interviene così sulla discussione oggi in aula."Non si parla di lavoro, non si parla del tema vero dell'esposizione ma si preferisce ancora una volta incagliarsi sulle aree e sui politicismi."
"Così mentre la Lega, dopo avere abbaiato per bocca di Salvini, si accontenta di mendicare un sub commissario ad EXPO, attraverso il solito gioco di fare rumore e subito dopo scodinzolare appena il governatore alza lo sguardo, Regione Lombardia continua a dimenticarsi della questione mafie e dei tanto sventagliati controlli, protocolli e commissioni" continua il consigliere regionale di Sinistra Ecologia Libertà " Tant'è che proprio ieri ad aggiudicarsi in via provvisoria l'appalto per la piastra del sito su cui saranno costruiti i padiglioni di Expo 2015 è stato un raggruppamento temporaneo d'imprese la cui capofila Mantovani è comparsa tra gli atti dell'operazione antimafia "doppio colpo 3"
"A ricordarcelo è un nome influente del gruppo Madonia, impegnato nella tutela degli affari del capo, Giuseppe, a Gela e, più in generale, in tutta la provincia di Caltanissetta. Carmelo Barbieri non usa mezze misure, nel riferire ai magistrati titolari dell'indagine descrive rapporti "pericolosi" instaurati tra alcuni responsabili di una grande società edile del nord, la "Ing.E.Mantovani spa" con sede legale a Mestre, in provincia di Venezia, impegnata all'interno del Porto Isola di Gela, e il factotum della "Calcestreuzzi spa", Giuseppe Laurino, anch'esso raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare. - argomenta così l'esponente di Sinistra Ecologia Libertà citando sul suo sito un articolo di SiciliaInformazioni - La "Ing.E.Mantovani spa" non si sarebbe, però, limitata ad accettare le imposizioni, velate ma, al contempo, decise, poste in essere da Laurino, spingendosi al punto di accettare "suggerimenti" circa talune assunzioni da effettuare nel cantiere di Gela, tra queste quella di Francesco Lombardo, nipote di Giuseppe Madonia, già licenziato dalla "Calcestruzzi spa". Ulteriore livello raggiunto, proprio a seguito dei rapporti di "fiducia" instauratisi tra Giuseppe Laurino e i responsabili in zona della società veneziana, quello dell'assegnazione dei subappalti: fra i quali uno destinato, pare su richiesta del dipendente della "Calcestruzzi spa", condannato in primo e secondo grado nell'ambito del processo, "Odessa", e attualmente di fronte ai giudicanti per l'inchiesta, "Doppio Colpo 2", all'impresa gestita dal gelese Massimo Romano, da poco assolto in Cassazione per i fatti relativi al blitz, "Ge.Po.".Il capo area dell'azienda veneta, infatti, stando alla testimonianza dell'ex docente di educazione fisica, non avrebbe posto alcun problema nel garantire all'entità controllata dalla bergamasca, "Italcementi spa", il pieno appoggio finalizzato a rilevanti forniture di materiale da costruzione, fondamentale per la creazione di opere di contenimento entro il perimetro del Porto Isola gelese.