3 giugno 2012
Formigoni torna a rivendicarla come ‘decisione opportuna'. Noi continuiamo a pensare che un contributo di due milioni di euro per l'organizzazione del VII Incontro mondiale delle famiglie sia una cifra davvero spropositata. Soprattutto in considerazione dei drastici tagli che hanno riguardato tutti i settori del bilancio regionale, persino ambiti delicatissimi come l'assistenza alle persone non autosufficienti e ai disabili.
Le altre istituzioni, in primis il Comune di Milano, hanno giustamente sostenuto i costi per l'ospitalità dei pellegrini e i servizi necessari alla loro accoglienza.
Ma qui stiamo parlando di enormi risorse elargite direttamente all'evento, attraverso la Fondazione famiglie che lo gestisce. E che peraltro, dallo scorso settembre, sta utilizzando come base operativa il 27esimo piano del Pirellone, con tanto di intestazione degli uffici.
Riteniamo si tratti di una scelta discrezionale e proprio sbagliata in tempi di crisi come questi.
Tanto più che si è partiti nel peggiore dei modi.
L'orribile definizione della famiglia ‘normocomposta' come ‘la più vantaggiosa e felice' già stona, per quanto ci riguarda, se a pronunciarla sono il cardinale Scola e il cardinale Antonelli.
Ma che la faccia propria il presidente della Regione risulta inaccettabile. Lui dovrebbe rappresentare tutti i lombardi, anche quelli che, ormai a migliaia, scelgono di essere nucleo familiare in altro modo.
Oggi sono plurali le forme e i modi della convivenza e delle relazioni affettive. Formigoni dovrebbe già averne preso atto. E dovrebbe imparare a tener ben presente come siano meritevoli di uguale considerazione, possibilmente di risposte istituzionali e, almeno, di rispetto