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18 novembre 2011

San Raffaele: Formigoni sbaglia. Su commissione d'inchiesta decide il Consiglio

Da tre giorni stiamo chiedendo il necessario chiarimento da parte di Formigoni sui rapporti intercorsi tra Regione Lombardia e l'intermediario del San Raffaele fermato per bancarotta fraudolenta aggravata.

Oggi il Presidente ha rotto il silenzio. Ma lo ha fatto nel peggior modo possibile. Negando a priori relazioni ben raccontate, invece, dalle cronache di questi giorni. E soprattutto tentando di mettere a tacere il Consiglio, con toni velatamente minacciosi contro la nostra proposta di istituire urgentemente una commissione di inchiesta.

Non saranno le sue parole inopportune a fermarci. Il lavoro della commissione, come è ovvio e come è sempre in casi analoghi, sarebbe tutt'altro da quello della magistratura, non lo sostituirebbe, né intralcerebbe. Perché un conto è l'iter giudiziario, che fa separatamente il suo corso. Mentre noi ci occupiamo di accertare responsabilità politiche.

E di fronte a quanto sta emergendo crediamo sia doveroso per il Consiglio verificare l'utilizzo e le rendicontazioni degli ingenti contributi versati negli anni dalla Regione al San Raffaele. Per questo da lunedì saremo impegnati a portare avanti con le altre forze di opposizione l'istanza formale per istituire la commissione.

Nel frattempo il presidente Formigoni, anziché dare consigli non richiesti e non graditi su questioni che sono di esclusiva competenza consiliare, pensi a fornire spiegazioni argomentate sulla natura dei rapporti con Daccò.

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