Lombardia
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scuola

7 ottobre 2011

In difesa della scuola pubblica, battaglia di civiltà

Oggi gli studenti sono scesi in piazza in oltre 90 città per suonare la sveglia al Governo. Domani i lavoratori pubblici e della conoscenza manifesteranno contro i tagli in questo settore.

Come era prevedibile, cresce la protesta. Perché di fronte a politiche finanziarie e di indirizzo che stanno distruggendo la scuola pubblica, l'università, la ricerca e impoverendo così l'intero Paese non si può restare indifferenti.

Lascia sconcertati che il centrodestra, a ogni livello, intervenga pesantemente proprio a danno della formazione, compromettendo il futuro di milioni di studenti, di tutti noi e dell'Italia stessa.

E non si dica che non è possibile fare diversamente. Come sempre, è una questione di scelte. Il Comune di Milano, per esempio, nonostante i tagli della manovra finanziaria nazionale e il patto di stabilità che penalizza le risorse destinate alle scuole, ha stanziato oltre 11 milioni per il diritto allo studio.

Formigoni, invece, questo capitolo l'ha addirittura azzerato. Riconfermando, in compenso, il buono scuola, oltre 50 milioni di euro per qualche migliaio di ragazzi, tutti di istituti privati e per la maggior parte con redditi familiari medi, a volte anche alti.

Mentre gli altri 900 mila studenti lombardi, compresi gli alunni con disabilità, devono continuare a fare i conti con una scuola pubblica sempre più colpita.

E' una battaglia di civiltà, la loro. Cui diamo tutto il nostro sostegno, accompagnato quando possibile - come per esempio in occasione del bilancio -da proposte e atti concreti anche in Consiglio.

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