Le violenze e la repressione durissima che si è scatenata a partire dal sit-in del 19 Novembre in Piazza Tahrir, sono uno dei segnali più palesi, che già non mancavano, che l'Esercito non sta gestendo questa transizione affatto bene.
E soprattutto non pare abbia nessuna intenzione di lasciarsi mettere da parte e lasciare campo libero alla politica, alla democrazia parlamentare, al nuovo desiderio di partecipazione che arriva da alcuni settori della società egiziana, primi tra questi i militanti che hanno guidato la rivoluzione del 25 Gennaio.