C'è una Sinistra che non si è fermata al 14 aprile ma di quella sconfitta elettorale ha raccolto gli ammonimenti per ragionare su se stessa, per rimediare ai propri errori, alle infinite liturgie, ai peccati di presunzione. C'è una Sinistra che ha deciso di proporre un processo costituente che non sia la semplice somma delle appartenenze ma un'esperienza di innovazione profonda.