Oggi gli studenti sono scesi in piazza in oltre 90 città per suonare la sveglia al Governo. Domani i lavoratori pubblici e della conoscenza manifesteranno contro i tagli in questo settore. Come era prevedibile, cresce la protesta. Perché di fronte a politiche che stanno distruggendo la scuola pubblica, l'università, la ricerca e impoverendo così l'intero Paese non si può restare indifferenti. Lascia sconcertati che il centrodestra, a ogni livello, intervenga pesantemente proprio a danno della formazione, compromettendo il futuro di milioni di studenti, di tutti noi e dell'Italia stessa.